Disforismi. La società moderna.

La questione di spremere un barattolo in plastica di maionese sopra una pietanza già di per sé grassa non ferma molte persone, non impegna la mente umana più di tanto.  Spesso non la impegna per nulla, è questa la triste realtà a cui si approda sempre. I medici, loro, professano di queste attenzioni per evitare il male con cui loro combattono quotidianamente. Più a monte, vi è la sanità stessa, lo stato stesso che si preoccupa che i cittadini non diventino troppo esosi per le sue casse con malattie che rendono molti invalidi, obbligandoli alle cure ospedaliere, ai ricoveri, alla spesa pubblica.

La vita senza grassi sembra come un film di cui sappiamo esserci una versione uncut, integrale, non tagliata. Millantata da tempo, resa quasi leggenda il più delle volte, irreale nella sua non disponibilità. Come la versione di KILL BILL in cui si vedono a colori le scene cruente nei combattimenti Beatrix VS The Crazy 88, ad oggi solo in bianco e nero. Quelle contenute nel volume 1.

Ancora peggio è quando il girato non solo non viene incluso nei contenuti speciali di qualche edizione home, ma viene perso chissà dove. Forse in qualche bar, sul pavimento del bagno di fianco a uno stuzzicadenti mentre un uomo così improbabile, come fosse un personaggio du un cartone animato, racconta della sua vita come se fosse iniziata solo cinque minuti prima. Poi lo raccoglie trattenendo un conato imbibito di alcool .

Come il girato del recente Nymphomaniac, di cui è uscito solo il volume 1, e della cui integrità già si sa non essere tale, nonostante alcune uscite cinematografiche fossero piuttosto spinte quanto a sesso. Fili di sperma che colano da labbra fanciullesche, interrotte da un sorriso innocente e dalla voglia di caramelle. Si è spesso pronti a tutto per delle caramelle.

Gli alimenti grassi sono sempre censurati, l’era moderna ha fatto si che alcuni grassi venissero tagliati fuori, come quelli saturi ad esempio. Ancora disponibili in alcuni paesi ma sempre più difficili da identificare in liste di ingredienti che assomigliano sempre più a giustificazioni a prese di posizioni sulla mancanza. Vere e proprie liste ad esclusione. Quello non c’è, l’altro nemmeno, quella sostanza che fa implodere le arterie la esportiamo solo in Cina, quindi no problem. I pensieri e il pensiero stanno facendo la stessa fine dei grassi e delle sostanze cattive, solo che la loro assenza apporta danno.Tutto va avanti, il fiume scorre e non serve più sedersi lungo la riva aspettando i nemici di cui si è riusciti a non vendicarsi in passato. I nemici non esistono più. Tutto nasce e si risolve nel tracciato impalpabile dei social network e lungo il fiume possiamo solo vedere corpi mutanti galleggiare morti nell’acqua assieme alle loro deformità.

Il meraviglioso mondo dell’eutanasia informativa, la pornografia genera riflessioni.

Vi sono film che fanno pensare, altri che distolgono dal pensare, altri che eccitano. Sintetizzando, i primi sono i “film impegnati”, e non è detto o anticipato il tipo di pensieri che evocano, quello cambia soggettivamente.  I secondi sono i film fracassoni, spesso mainstream, che ingannano il/lo (tele)spettatore conducendolo a pensare a sottili metafore di protesta inglobate nel sistema “obey”. Gli ultimi sono i film pornografici, di qualsivoglia genere, di qualsivoglia intento. L’intento è per lo più comune a tutti loro, e si riconduce sempre a una briosa spruzzata di gioia fisico -mentale.  Quello che manca, quelli che mancano, sono forse i film porno impegnati. Pensare trastullandosi con una visione.

Dato che con le nuove opportunità dettate dai nuovi media, o meglio dalla nuova interazione tra media, tutti siamo chiamati a pensare, il problema é globale. I notiziari in rete danno la possibilità di commentare e molti, davvero molti, lo fanno. Ora, rendendosi conto della qualità dei commenti, il fatto che tutti possano commentare fa venire i brividi, per non dire l’orticaria. Propongo quindi una sorta di impegno comune nel creare sacche di riflessione all’interno della pornografia. Un film pornografico che porti a riflettere ma che castri la voglia di condividere la propria opinione per imbarazzo e vergogna. Se la pornografia fosse più attenta nell’evocare contrasti di opinione, se fosse in grado di captare bisogni e disagi, andando a stuzzicare l’animo critico, che ahimè è inoculato in ognuno di noi esseri respiranti, avremo una speranza e forse più d’una. Di far cessare questo inutile commentare in maniera stolta. Date la penna in mano allo stolto e sarà molto più di una spada, sarà un’arma chimica infida e nauseabonda, capace di discreditare e infettare mezzi e organi, impunemente e subdolamente.

 

GOLA PROFONDA

 

PornFilmFestival

Dunque, il 24 inizia a Berlino il PornoFilmFestival. Un festival di cinema hard, non di quello becero,  ma di quello che annovera anche qualcosa di artistico. Il motto del festival è: “sapete qual è la differenza tra pornografia e arte? Che la pornografia costa meno.”
Detto ciò, presenzierò al festival con accredito, spero vendano anche le t-shirt. Il sito del festival:
L’altro giorno come un babbeo mi presento al cinema, ovviamente avevo letto male la mail, e chiedo l’accredito. Cadono dalle nuvole e mi dicono che sono arrivato più di dieci giorni prima del tempo. Ho fatto la figura del maniaco… già…

SNACK BAR BUDAPEST

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Non è un bar qui a Berlino, ma un film del maestro Tinto Brass.
Tinto da Tintoretto, piaceva molto a sua nonna.
Snack Bar Budapest è un film che fonde la la prima parte della cinematografia di Brass con la seconda, quella erotica, e viene attraversato dal surrealismo che attraversa la sua intera opera.
Brass surrealista? Anche, ma sopratutto genio.
I suoi film sono di un eleganza sopraffina, la sua Venezia è un amarcord utopico. E’ uno dei migliori registi viventi.
Lunga vita al maestro.
Credo che Berlino Tinto Brass la troverebbe interessante, se non altro un ottimo spunto per ricreare situazioni con trascorsi passati, storie del muro, sul muro e contro il muro. Il mondo della DDR. Sarebbe interessante chiederglielo.
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PER TUTTE LE SUPERFICI

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Le riviste porno dall’edicolante sono sempre più rare, come trovare dei funghi in zone turistiche. Quasi impossibile.
Dovrebbero lanciare nuove linee di riviste hard, magari estreme, magari sorprendenti.
Non occorre essere volgari per parlarne. Cos’è la volgarità? Non quella che si intende tale, quella è presunzione.
Le nuove riviste porno andrebbero affiancate da dei simpatici omaggi, come ad esempio degli impermeabili usa e getta, di quelli che si stringono sul viso, un po’ come quello del personaggio di South Park che muore sempre… come si chiama… penso Kenny.
Non è vero che internet ha rovinato proprio tutto, bisogna solamente puntare a clientele più esigenti, a collezionisti, amatori, suscitare interessi, fomentare la mania di non buttare via niente e raccogliere, immagazzinare, conservare.
Le riviste pornografiche vanno salvaguardate, solo loro possono riempire le edicole come si deve, sortire un effetto ormai amarcord, e creare una clientela perversa, un sottobosco di erotomani che temono la luce del giorno e sudaticci aspettano il momento giusto per comprare la loro porno rivista preferita. Proprio così, il più anonimamente possibile ma con la piacevole sensazione di essere sempre e comunque osservati.

AGGIUNGI NUOVO, AGGIUNGO NUOVO. (PILLOLE A RIPETIZIONE)

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opera di Frank Lindenberg http://www.boxoffberlin.de

Di tanto in tanto la musica è la risposta, come diceva il caro piccolo Alex De Large, e già avrete capito di che film sto parlando…
No? Beh, ve lo dico io, si tratta dell’intramontabile, anzi no, nessun aggettivo è degno per descriverlo. Si tratta de
L’ARANCIA MECCANICA.
A Berlino ci sono informazioni in ogni dove, attualmente sto frequentando un corso intensivo di Tedesco. Tutti i giorni tre ore di lezione tranne il week end.
L’Inglese devo perfezionarlo ma sono in grado di parlare e di scrivere di qualsivoglia argomento, anche della protezione della talpa nana tibetana. Anzi, talpa non so come si dice… ora guardo…
lo Spagnolo lo so come l’Italiano, il Tedesco lo sto imparando e sono assetato nel farlo, ma devo dire che è responsabile di spruzzate di emicrania.
Le navi crociera affondano, vanno contro gli scogli e la gente muore. Sembra incredibile, dopo il numero del Titanic, con conseguente film e versione porno (Tettanic) in modo che nessuno, ma proprio nessuno, dimentichi la tragedia, ora anche in Italia abbiamo il Titanic, solo che è assurdo succeda al giorno d’oggi.
Io ho paura di volare e ora avrò paura anche di andare in nave. Pensare a tutte le volte che ho rischiato la vita a Venezia!
Venezia, mi è sempre nel cuore.
In treno se sento odore di bruciato penso che muoio bruciato, anche in metropolitana, luogo claustrofobico, ma non c’è quasi mai odore di bruciato. Volgiamo parlare dell’autobus a due piani? Stando sotto ho paura mi crolli il soffitto addosso. Ho paura di queste cose e poi non ho paura di cose di cui invece sarebbe lecito averne.
Le persone stupide sono pericolose, ma se poi le neutralizzi ti fanno pena perché nel momento della sofferenza sono come degli animali e gli animali sono innocenti per definizione.
Chiamare animale una persona che fa una cosa considerata violenta e dannosa è stupido tanto quanto le persone che godono al parlare di fatti violenti.
Tutti si scandalizzano quando un bambino viene ucciso o un bambino è minacciato, vi è una sospensione dell’intelletto in favore della caccia all’uomo o alla donna, e pochi si rendono conto che tutto ciò fa parte dell’istinto di conservazione della specie. Quindi, ennesima prova, siamo degli animali. Il controsenso spunta da ogni dove.
Ho una moka del caffè gigante, da 6 credo, po forse da 72, non so. Oggi proverò a fare un caffè, ma prima vado a registrarmi in comune. Si chiama Anmeldung, ed è un documento necessario ai tedeschi stessi quando si trasferiscono in una città diversa dalla loro per vari motivi, tra cui lo studio.E come disse Walter White: “I’m not in danger, I’m the danger”
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PORNOASSASSINIO AMARCORD

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Anni fa, facciamo finta, mi divertivo a guardare le cose zozze in rete: pornografia di vario genere, amatoriale e non. Ricordo con un sorriso quando ancora non c’era l’adsl e ci si collegava a 52 k (non so se è esatto ciò che ho scritto e non ha importanza), si pagava a tempo e si occupava il telefono. Che divertente. Quando i genitori andavano fuori città per un paio di giorni ero sempre collegato, non per chattare o diavolerie simili, ma per scaricare porno giganteschi. All’epoca il mio record fu 60 mb. Che cosa ridicola, ora si scaricano in meno di un minuto. All’epoca usavo Kazaa, una fiera di virus di ogni tipo. Una mattina uno mio vicino di casa mi arrivò in casa con un cd in mano dicendo che aveva scaricato Jurassic Park III, ci aveva messo tre giorni, sempre con Kazaa. Era una cam oscena, non si vedeva nulla, si sentiva da culo. Tre giorni buttati nel cesso.
Ne guardammo un pezzo, si vedevano le teste delle persone in sala e quando capimmo che il film steso faceva cagare già di per se, spegnemmo tutto.
Una mia ex ragazza, con cui sono ancora in ottimi rapporti, più o meno in quel periodo, forse un po’ dopo, scoprì nelle cartelle del mio pc una quantità di foto porno di tutto rispetto. Erano 350 mb di foto, non male per i tempi. Erano mesi e mesi di raccolta certosina.
Le dissi di no, non cancellare! Lei si infuriò e prese la forbice da carta come per minacciarmi. Non aveva punte, né una lama decente. Afferrai la forbice dalla parte delle lame come solo un vero bullo sa fare. Lei tirò verso di sé e mi tagliò la carne di tre dita. Tagli poco profondi ma uno iniziò a schizzare sangue.
Corsi in bagno e tinsi il lavandino di rosso, lei piangeva e mi chiedeva scusa, io bestemmiavo, ma in maniera pacifica.
Quando dopo qualche ora andò a casa, la salutai e tornai davanti al pc. Feci doppio clic sull’icona cestino e selezionai la cartella coi 350 mb di foto porno. Cliccai ripristina e andai a fumarmi una sigaretta nel terrazzo. All’epoca fumavo ancora. Avevo la mano fasciata, dava un tocco che mi piaceva.

PIMPA IL TUO CANE COSÌ POTRA’ MORDERE LA PIMPA CHE NONOSTANTE LE ACCOLTELLATE E’ VIVA. A TOKYO, ANZI A BERLINO.

Dopo questo titolo all’insegna del rebus – non sense non posso che parlare di una cosa inerente al blog, e quindi di TOKYO.
Tokyo è una città molto popolosa, come direbbe Valeria Marini mentre cuce la sua biancheria intima nella sua fabbrica in cui la disegna e poi proC/Duce
ENTER THE VOID di Gaspar Noè è bello per due ragioni, prima di tutto perché è di Gaspar Noè, regista che considero assolutamente geniale e che lo è, regista che mi fa morire dal ridere perché appare completamente nudo nel sito ufficiale di Vincent Gallo, il quale vende la polaroid che lui stesso ha fatto al regista, o meglio al suo pisello. Geni entrambi, vorrei ricordare che Gallo vende il suo sprema, sempre nel suo sito ufficiale, mi pare a un milione di dollari. Se non è essere geniali questo!
TOKYO SOUP è invece un libro, restiamo infatti con l’argomento del blog e non usciamo dai confini di Tokyo.
Ryu Muraki ha scritto TOKYO SOUP, oppure TOKYO SOUP è stato scritto da Ryu Muraki, e badate, non è la stessa cosa. Perché? E che cazzo ne so io.

Il romanzo in questione è dello stesso scrittore di Tokyo Decadence, sempre in argomento blog, un romanzo da cui hanno tratto anche l’omonimo film in cui legioni di teen ager più o meno della mia età hanno utilizzato per interminabili sessioni di sesso solitario negli anni 90′.
Ma non parli un po’ di Tokyo Decadence? Assolutamente no, commentatevelo, questo non è un blog di cinema.
A Berlino, andiamo un po’ fuori argomento, ci sono tanti ristoranti indiani, circa settemila milioni di miliardi, ristorante più, ristorante meno. Il migliore (ne ho provato solo uno ma è abbastanza per decretarne successo e superiorità) è uno in cui gli indiano fanno finta di essere anche messicani e cucinano indiano e messicano, Il menù è diviso in due. Ok farà ridere, ma il messicano lo fanno bene (si sono fatti crescere i baffi alcuni…), infatti il giorno dopo sembra di essere a Cernobyl se si resta chiusi in una stanza piccola e non areabile per più di 4 minuti. Dove si trova lo svelerò più avanti però. Il ristorante o Cernobyl? Entrambi. Intendo più avanti col tempo.

Nei ristoranti Indiani le mucche sono felici perché sono in salvo, a Prenzlauer Berg c’è un ristorante indiano con la mucca spavalda, eccola. Nel ristorante indo-messicano invece sono fregate, è una cazzo di trappola per le mucche, povere! Ich liebe Kühe.

Avete un animale domestico, vi annoia, è sempre uguale, vi è diventato monotono?
Nessun problema, a Berlino c’è la soluzione! Pimpa il tuo animaletto! Vi ricordate Pimpa la tua Moto? Il programma per mentecatti su emMeTV?
Bene, Pimp your pet!