LA PAZZA DELI SCOIATTOLI E L’IMPORTANZA DEL SAPER PARLARE LA LINGUA TEDESCA

Squirrel, scoiattoli a Berlino

I motivi di saper parlare il tedesco quando si vive in Germania, anche se la città in si cui vive è Berlino, dove per la cronaca ci sono intere zone dove si sente parlare quasi solo Inglese o Aramaico antico, sono più di uno.
In primis ci sono i motivi meno utili, quelli futili. Ad esempio trovare una casa, un lavoro, salvaguardare la propria dignità e seguire un flusso esistenziale riuscendo a comprenderne i meccanismi in prima persona. Meno utili almeno che non si voglia essere assidui frequentatori delle proprie paure come Kafka, per citare un autore con la K maiuscola, o pignoli fino alla maniacalità come Kubrick, per citare un altro autore con la K maiuscola, oppure bisognosi di sicurezze di matrice reazionaria come il grande uomo d’armi Raimondo Montecuccoli.
Poi ci sono i motivi davvero importanti, come leggere le scritte sui muri, parlare coi vicini di casa, ascoltare e comprendere i deliri dei pazzi, di cui la città in esame è estremamente ben fornita.
Oggi ad esempio, passeggiando per il cimitero vicino casa che funge anche da parco per il vicinato ed è privo di spacciatori di sorta, avevo nella mia tasca le consuete noccioline, o arachidi, al fine di sollazzarmi nutrendo gli scoiattoli. So che nel globo terraqueo avviene una guerra nascosta ai più tra scoiattoli rossicci (ginger) e scoiattoli grigi (burocrati) e di come stia andando non voglio essere messo al corrente. Resta il fatto che ultimamente, nelle giornate precedenti il grande freddo, il quale non è un romanzo ma l’inverno delle latitudini berlinesi, molte persone gironzolano per il cimitero – parco armate di noccioline. Non poteva mancare la pazza degli scoiattoli. Donna di mezza età con capelli rigorosamente bianchi stinti, probabilmente nemica di deodoranti e di prodotti di origine chimico nucleare od essenze tratte da scie chimiche di areonautica memoria, decisa nelle sue azioni e pronta al commento violento. Oggi mi aggredisce verbalmente chiedendomi se la nocciolina che recavo nella mano fosse stato o meno un biscotto. Chiarita l’origine nocciolesca dell’oggetto in mio possesso mi chiesi osservando tombe antiche e meno antiche, che diavolo avrei dovuto farci in un cimitero con in mano dei biscotti. Probabilmente lo zucchero nuoce agli scoiattoli. Lei, la donna, distribuisce noccioline per tutto il cimitero e ciotole di acqua per gli scoiattoli. Purtroppo distribuisce anche sorrisi sdentati, dopo essersi assicurata, che tu nutritore in concorrenza con lei, non sia uno spacciatore di biscotti. Mi chiedo se una volta andati in letargo gli scoiattoli anche lei vi andrà.
cimitero