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Le cose importanti, le cose davvero importanti nella vita

Che gli anni si succedano ormai non é più un mistero per nessuno. Sto leggendo un’intervista-analisi su un regista exploitation in auge negli anni ’70, il quale racconta come suo padre sia vissuto da felice possessore di una cartolina di Mickey Mouse autografata da Walt Disney in persona.  Cosa in realtà falsa, dato che l’autografo non era che una firma stampata. Si può vivere al meglio anche con delle piccole illusioni, certo. Come ogni anno Berlino a capodanno è esplosa. Per lo più i Turchi, ma non solo, impegnano molti soldi nel comprare petardi di ogni tipo, per lo più razzetti terra aria e piccole bombe, molte delle quali illegali, stile pallone di Maradona per intenderci.

Quelle continue esplosioni mi hanno incanalato in una corrente di pensiero del tutto personale che mi ha trascinato, tra turbini e risucchi, in una presa di coscienza alimentare che riguarda molti aspetti. Da quello basilare del gusto comunemente (vedi occidentalmente) inteso, a quello della distribuzione di massa, consumismo infestante che culla tutti, nessuno escluso, dall’alba della nostra coscienza. Si parla di cioccolatini, dei famosi Ferrero Rocher e delle praline Lindt Lindor. In un pomeriggio piuttosto umido e con una temperatura esterna (fuori dalla finestra) superiore di molto alla media stagionale degli anni scorsi e di quelli precedenti, ho portato alla mia bocca un Ferrero Rocher. L’ho degustato fratturando il croccante biscotto al suo interno e lasciando che il cioccolato di diverse densità si insinuasse sul mio palato rendendolo giocoso. Dopodiché ho scartato un Lindor con fare quasi di sfida, e l’ho avvicinato alla mia bocca per poi mangiarlo. Ebbene, il sapore risultava alterato da quello precedente della pralina Ferrero. Ho scoperto dunque che loro sono nemici. Si sabotano l’un l’altro. Io lo so. Ho provato a fare l’operazione di degustazione inversa e succede lo stesso. Con altre sfumature di gusto, ma le due praline si sabotano a vicenda. Riflettete. Riflettete prima che sia troppo tardi.

Nel frattempo un ondata di Blitzeis (ghiaccio improvviso, pellicola di ghiaccio che si verifica quando improvvisamente arriva il freddo e pioveva poco prima) ha reso Berlino una lastra di ghiaccio, orizzontalmente e verticalmente, rompendo braccia, spaccando teste, rendendo le biciclette delle trappole di morte. Era solo l’antipasto, dopodiché è arrivata la neve. In ritardo, ma è arrivata. Ora si ragiona in altro modo.

 

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