Prostitute tossiche con bambino sorridente

Nel centro di Berlino, quello che è tra ovest ed est, il vero centro, dove io abito, é un posto molto melting pop. Non perché ci siano molte nazionalità, turisti, cittadini, mostri ecc… ma perché è pieno di freaks!! Oggi esco dalla stazione della metropolitana e mi trovo in mezzo ad un carosello di prostitute piuttosto giovani e piuttosto tossiche. Una di loro teneva in braccio un bambino, presumibilmente un figlio, e poco dopo lo dava in braccio al papà, un energumeno con tatuaggi sbiaditi simil-galera, che probabilmente non dormiva da una settimana. Ma si sà, gli affari non dormono mai, perché gli affaristi dovrebbero farlo? volevo proporla come madre dell’anno, ma faceva troppo caldo.

IL MISTERO DEL CAPPELLO

Quali meccanismi scattino nella testa delle persone, è quasi sempre un mistero. Una determinata azione può essere prevista. Educazione, ambiente sociale, figure paterne, status sociale, genetica. La certezza però si palesa quasi sempre al fine ultimo, ad azione, comportamento, negazione, affermazione, effettuati. La svolta dell’ultimo momento, il cambio di prospettiva incosciente, sono imprevedibili e filtrate da una legge entropica  inafferrabile.

Mi chiedo perché molte persone, una volta raggiunta la Capitale tedesca, decidano si improvvisarsi dei portatori di cappello. Falda larga o falda stretta, per lo più improvvisati anche nell’acquisto. Nella sottocultura sviluppatasi autonomamente con consuetudini varie, vi è un punto che sembra essere ormai consolidato a costume. Alcuni leggono di Berlino come città alternativa, il cappello in testa sembra dimostrare che hanno fatto loro questo particolare aroma sociale.