La profondità del ragno d’acqua

 

Manifestino nazifascista, fantasia dove la fantasia non esiste.

La difficoltà del passare da una tastiera tedesca a una italiana sta negli accenti da impostare in maniera difficile. La difficoltà nel ritorno alla semplicità. Sembra la parafrasi di un pezzo degli Enigma. Chi siano il nome stesso la mette in chiaro, si fa per dire, anzi per leggere. Non ho mai ostentato il freddo, l’ho sempre ammirato, mai combattuto. Venendo da una regione nordica dell’Italia, abominevolmente umida e nebbiosa, pochi gradi di meno non mi intimoriscono. Mi annoiano freddi perpetrati fuori stagione, diventano insopportabili, e lo diventano ancora di più quando facendo ritorno nell’Italia si odono i venti e i sentori invernali. Sembra che l’Europa abbia chiuso le porte alla primavera. Accetterà un’estate torrida, insidiosa come una filaria umana? Vi sarò il freddo eterno, con picchi di isteria sparsi per la gente tipo? Provando disgusto climatico ci si rende conto di come anche gli esseri umani in molti casi, taluni e alcuni meritino disgusto. Mi piace ascoltare, memorizzare, conoscere, leggere dal libro più impegnativo al volantino pubblicitario più instabile. Alcune cose preconfezionate le posso sopportare, mi dilettano perfino, molte altre le detesto, in principi e in fine. Attendo la primavera altrimenti protesterò per davvero.

Afrovendetta!

L’esistenza si basa su equilibri

UMIDITÀ CAVALLERESCA

Il Veneto plumbeo e umido appare più luminescente della Berlino invernale, perennemente coperta dalle nubi, più quest’anno degli anni precedenti. Buio e buio, gli occhi che si chiudono infastiditi mentre si beve il caffè a metà mattinata. La temperatura considerevolmente più alta che ti impedisce di dormire a lungo. Ho mangiato appena adesso carne di cavallo, pensando allo scandalo esploso in Germania per la carne trovata qui e là… di cavallo. La carne di cavallo è deliziosa. Non mangio maiale, per scelta, non per religione, ma perché considero i maiali degli animali degni di non essere mangiati. I cavalli non mi sono mai piaciuti. Quelli nani un po’ mi piacciono, infatti non mangio carne di nano. La settima scorsa ero allo Zoo di Berlino, per il quale ho un abbonamento annuale. Nello spazio bambini ho dato da mangiare a un cavallo nano. Sembrava un miominiponi gonfiato a steroidi, un cavallo ciclista insomma.

Tornando brevemente in Italia

Torno, come da oggetto in italica penisola, e cosa succede. Qual è la cosa più grave del mondo conosciuto? Hanno cambiato i doppiatori dei Simpson. Più grave di ogni crisi economico-politica, di qualsiasi disperazione sociale volta a suicidi di massa. Dovrebbero sapere che i Simpson hanno contribuito attivamente ad acculturare l’inacculturabile durante anni. Dovrebbero riflettere, dovrebbero pensare. Invece no.

Agenzia anelli incastrati

Siamo alle solite, crisi politico-economica che si ripete, nel ’29, nel ’79, nel ’09, un po’ in anticipo a causa dell’accelerazione telematica. Tutti pensano ai problemi delle banche, del tornaconto sociale contrapposto a quello personale, a esplosioni politiche volte a cancellare il vecchio in vista del nuovo come si è sempre fatto, ma mai democraticamente. Ora, tutto ciò è molto interessante e per molti preoccupante, ma lo è ancora di più il tralasciare le vere sciagure sociali.

Vi sono centinaia, che dico, migliaia di persone che hanno un problema con gli anelli. Persone sposate, persone non sposate, persone che amano gli anelli, persone che si vedono obbligate ad indossarli per la propria auto-stima o per chissà quale regione. Il papa, che indossa un anello in oro massiccio dal probabile peso di un neonato, oltre ad accrescere i muscoli della spalla, ha di sicuro un piccolo orefice artigiano magnifico che lo stringe o lo allarga a seconda del caso, quindi del dito.

Chi pensa invece a tutti quei poveretti che hanno un anello al dito e non possono più estrarlo? E’ impossibile, un anello si trasforma  in un tatuaggio sopra-pelle. Tagliarlo dall’orefice? Dai pompieri? E chi non ha soldi per farlo? Pensateci.

 

 

Il veggente dell’Imbiss

Un Imbiss in tedesco è un luogo dove si può prendere da mangiare in piedi, una cosa rapida, veloce, che però esula dalle quantità. Infatti der Imbiss significa “spuntino”. A Kreuzberg vi è un Imbiss greco, in cui fanno il gyros, anch’esso uno spiedo di carne stile kebab, ma di agnello. Se prendete la pietanza col nome dell’imbiss, del quale non rivelerò il nome, il proprietario emette un urlo di felicità alla John Wayne. E inizia. La preparazione è piuttosto lenta, ma vi creerà un panino pieno di carne di agnello, peperoni piccanti, patate fritte, yogurt, olive, insalata mista e spezie.

Farete fatica a mangiarlo, ma è buonissimo, ma soprattutto lui, saprà intrattenervi. Non il panino, ma chi lo prepara.

Ieri, davanti a due cliente adolescenti, col suo sorriso strafottente e il baffo attento brizzolato, si è messo a indovinare l’età dei ragazzini per difetto. Uno di loro risentito e divertito ha affermato di avere 19 anni. Il cuoco, il messia dell’abbondanza, ha chiesto al ragazzo di mostrargli le mani con fare da poliziotto. con le mani davanti gli ha detto che dalla larghezza delle unghie si può capire l’età. Ha guardato le unghie, poi il ragazzo, poi i baffi si sono inarcati in un sorriso di chi la sa lunga.

15 anni, non di più. come coi cerchi di un tronco segmentato.

Una sproloquio lombrosiano di primo livello. Eccezionale.

Poco prima una signora definibile come cicciona balorda, ha ordinato una montagna di carne e patate fritte. Alla domanda del cuoco se volesse delle forchette, lei ha detto che ne bastava una. Che donna!