Politicazioni

Le elezioni in Italia, argomento preoccupante all’estero, dove la paranoia da euro ballerino infetta un po’ tutti, partendo da ambienti pornografici, come da una lettura filtrata dal cast del sempre giovane Rabid Sete di Sangue, del buon David Cronenberg.

Ecco, direi che la parentesi sulle elezioni si è conclusa e parliamo di qualcosa di veramente serio: le condizioni atmosferiche. E’ noto, quando non si hanno argomenti si parla del tempo, ma c`è parlare  e parlare del tempo. Io quando parlo del tempo lo faccio con cognizione di causa, perché il tempo è testimone di tutto, è onnipresente, ha una doppia sfaccettatura: cronometrica, nonostante suoni male, e atmosferica. E’ caduto anche lui tra le maglie del neoliberismo dano il nome anche a dei fazzoletti e creando monopolio verbale da far venire i brividi.

La gara alle congettura, si assiste a ciò per mascherare gli intrighi di corte. Che obsoleto tutto ciò, memore di tempi in cui negli anelli vi erano contenute capsule di veleno, il tempo, non io.

ONLY CASH

Le vicissitudini di una città sono pari ai ritardi dei mezzi di trasporto. In Germania è scoppiato uno scandalo riguardo alla carne di cavallo incontrata non proprio amichevolmente in alcuni kebab, e in prodotti a grossa distribuzione. Riguardo ai kebab la lobby dei kebab ha impedito che la notizia grave dell’analisi della carne uscisse allo scoperto: tracce di carne umana. Almeno io la penso così. La carne di cavallo per me non è nulla di strano. Per gli arabi so che è come per noi mangiare cane, posso capire il disgusto. Consiglierei a chi deve difendersi dallo scandalo, di annunciare che i cavalli non erano cavalli, ma bensì unicorni. Chi non mangerebbe un unicorno?

FRANKENSTEIN’S ARMY, la recensione

 

Vi ricordate i trailer folli di WORST CASE SCENARIO? Questa è la recensione in super anteprima di quello che è diventato il progetto:

 

http://www.cangaceiro.com/recensioni/255-f/1522-frankensteins-army

 

Va tutto bene madre Russia

Mi pervade un malessere, un dolore diffuso alle ossa, una sensazione febbricitante di non si sa bene cosa, se non il circumnavigare una pozza di oleosa e noiosa influenza. Non ho però voglia ne ispirazione per ammalarmi, quindi non lo sarò.

Ieri pomeriggio ero nei pressi dell’Università di Berlino, la Technische, quella delle materie tecniche. Lungo il marciapiede si vedeva uno studente, con dei libri sotto braccio, il tipico andazzo dello studente proveniente dall’estero. Era russo, lo si capiva perché parlava ad alta voce, il russo. Era in compagnia di due uomini, suppongo il padre e forse uno zio, anch’essi russi. Si stavano spostando in qualche luogo, e il procedere era lento e incerto. Il ragazzo li precedeva e loro barcollavano con mezzi sorrisi, tra lo spento e il sognante. Erano vestiti bene, eleganti, coi lineamenti tipici della loro provenienza che gli accompagnavano il volto. Poi capii, sentii l’odore di alcool. Erano ubriachi, il supposto padre e il supposto zio erano completamente sbronzi. Una possibilità che mi è piaciuto intravedere mentalmente erano loro tre al tavolo di un ristorante della Berlino ovest, mangiando e bevendo di continuo bicchierini di vodka. Felici. spensierati.

Il Barone grosso va in libreria

Vicino a Savignyplatz, anzi, nella piazza stessa, vi è una libreria molto grande, proprio sotto i binari della stazione. Lí c’è di quanto piú possa amare un’appassionato di arte, fotografia e cinema. Mentre si sfogliano i volumi in lingua tedesca e di importazione, di tanto in tanto oltre il soffitto passa il treno e vibra tutto. Voi, ma non i libri. Si chiama Bücherbogen e si trova a Savignyplatz, quartiere Charlottenburg. Ho osservato libri meravigliosi, e voglio citarvene due: un volume iper approfondito su vita e opere di Paul Naschy, nato a Madrid nel 1934 e morto 4 anni fa nella stessa Madrid, colui che ha dato il volto all’uomo lupo ma non solo.  Poi un libro illustrato dedicato a tutto ciò che ruota intorno al film, al drugo, al Grande Lebowski. Entrambi questi due volumi sono in lingua inglese. Credo il secondo sarà mio.

 

Il barbone karateka

Come in tutte le capitali, ma non solo, anche a Berlino si verificano dei freaks degni di nota.   Quello di cui vorrei parlarvi oggi si è verificato qualche giorno fa in un vagone delle metropolitana. Entro nel vagone per viaggiare e che serve per viaggiare, e sulla sinistra, al fondo del vagone, dove vi è uno spazio privo di sedili a cospetto dell’entrata (o uscita a seconda dei punti di vista occasionali), vedo un uomo che ha appena ultimato una capriola. L’uomo è brizzolato convinto, lineamenti da pescatore, prominenza di rughe, naso sanguigno, vestiti trasandati. Era un barbone doc, con sacchetto appoggiato di fianco peino di proverbiali vuoti in attesa di essere scambiati con delle monetine.

Vedo il barbone alzarsi in piedi con l’orgoglio dipinto sul volto, sguardo che traspariva attento dall’ubriachezza perenne. Si piega sulle ginocchia, e sfodera una posizione delle braccia e delle gambe degno di un film di arti marziali di quarta categoria. Lancia un urlo stile Chan che terrorizza l’occidente. Il suo era mirato a terrorizzare i passeggeri, assistenti sociali presenti o meno, ed eventuali controllori del documento di viaggio.

Lo guardo dritto negli occhi e lui cambia posizione, urla e guarda una signora, la quale schiva lo sguardo come se fosse stata una stellina ninja in volo per mete piuttosto personali.

Di nuovo una mossa e un calcio stile mossa del cigno di Karatekidiana memoria, le braccia alzate come gru affamate, e la potenza esplosiva insita nelle movenze, pronta a far impallidire Goku stesso. Sulfuree zaffate di birra mal digerita avanzavano nel vagone come draghi ectoplasmatici, a sottolineare la potenza del loro emanatore.