LORDS OF SALEM

La recensione:  LORDS OF SALEM

 

 

 

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Ti piso la testa

 

Piso in spagnolo significa appartenento. Significa anche pavimento, yo piso significa io pesto. La prima persona del verbo pisar al tempo presente. Appartamento quindi come zona calpestabile, suolo, pavimento, a maggior ragione come luogo calpestabile. Oggi ho  formulato un desiderio diretto, via sms. Vorrei una mucca come animale domestico. Non le farei mancare niente.

 

Parlando di cose meno serie ma altrettanto dilettevoli, ieri un topo grasso mi ha attraversato la strada, io l’ho guardato e gli ho detto “ciao topo grasso” , e lui mi ha risposto, “hello motherfucker!”

 

Ecco la recensione di quel film che sicuramente vi interessa

 

sigari e sigarette

In Germania c’è una smodata passione per varie cose, tra cui fumare. I fumatori in Germania sono molti, la qual cosa contrasta con la ricerca della salute in varie forme, dal cibo alla lotta contro l’inquinamento attraverso un uso massiccio del mezzo bicicletta. Fumano le persone di mezza età, molto, e fumano anche molti giovani. Fuori dagli uffici capita spesso di vedere individui fumanti, che chiacchierano gustando i loro bastoncini di tabacco involucrati in carta di color per lo più bianca. Se siete fumatori state tranquilli, vi sono bar, e non pochi, dove si può fumare. La maggior parte direi. Qui non è vietato categoricamente come da noi, in cui l’unica variante è la saletta fumatori ad hoc.Qui un bar con scritto “bar per fumatori”, RAUCHER-BAR per la precisione.

Ho visto un fantasma nel bagno

Tanto vale riempire il proprio bagno di elettrodomestici. Le case produttrici di essi, mostri leviatanici sull’orlo dell’immortalità, hanno copiato da tempo il mercato degli stupefacenti. Abbassare il prezzo e aumentare il bacino di utenza. Chissà se è mai morto nessuno di overdose di lavastoviglie. Questa mattina ho visto un fantasma nel bagno. Sto vedendo ossessivamente film su fantasmi e cacciatori di essi, in modo da imparare come contrastarli. Gli elettrodomestici servono per costruire armi contro di loro. E’ tutto organizzato alla perfezione, nulla al caso, ogni dettaglio sarà riutilizzato a mio beneficio contro i fantasmi. Il segreto è accompagnare le visioni con dei film noir d’annata, possibilmente proiettati in contemporanea in una seconda televisione, in stereofonia visiva.

Frozen Yogurt umano

 

Questo racconto è di carattere feticista, me lo hanno raccontato, non ci credo molto, ma mi piace di raccontarlo. Quindi voglio crederci, anche se non ne ho prova, un po`come il credere in nostro signore iddio. Le cose stanno così. Questa persona, durante una one stand night, ossia un incontro sessuale di una sola notte, era nel suo letto con questa donna. Non è dato sapere l’aspetto fisico della donna, consideratela comunque piacente. Dopo un po`, quando lei fu al culmine dell`orgasmo parlò. Parlò lei, come la protagonista di una parabola. “Devi sapere che ho una piccola perversione”. Lui, senza pensarci troppo, “non ti preoccupare”. Alchè la ragazza si sollevò (era lei sopra) come un elicottero dal pilota incerto, e si spostò verso di lui, ma si fermò con le natiche all’altezza della pancia di lui. A quel punto si liberò e defecò un simpatico amico marrone sulla pancia di lui, il quale rimase immobilizzato da un ancestrale terrore. Un frozen yogurt maleodorante fece capolino sulla pancia  di lui come un gigantesco neo multiforme. La colazione era servita.

La Vita degli Altri, un bel film su un agente della DDR che spia una coppia di artisti nella vecchia Berlino, quando era divisa. Una peculiarità della Germania, da cui Berlino non è certo esente, è la visibilità delle case. Non vi sono persiane né balconi, la luce entra il mattino e ad alcuni stranieri disabituati disturba il sonno. I Tedeschi sono riservati, non guardano dentro le case altrui, per quello non si usano tende, si vede dentro le cucine altrui, i soggiorni, non il bagno, rimanete calmi novelli voyeaur. Ricordo nella prima casa in cui ho abitato, che guardavo la televisione dei vicini mentre mangiavo. Era dall’altra parte del wintergarten, il giardino interno del palazzo, dentro una stanza, si affacciava sulla finestra, un grande schermo LCD. Attorno alla finestra vi era dell`edera, che in realtà copriva per metà la facciata del palazzo di fronte. Peccato per l’audio. Sarei potuto andare a chiedere alla signora di tenere il volume al massimo e di aprire la finestra, ma non credo l’avrebbe fatto, per i -20 gradi sotto zero. Non per altro.

Geometra pacchi e la prostituta dal culetto degno di nota

Ieri dovevo ritirare un pacchetto speditomi da Amazon.de. Fin qui niente di strano, vivendo in Germania. Rincaso e vedo che c’è posta per me, non vedo presentatori televisivi, finto pubblico ansimante, odore di vecchia novità. Nulla di tutto quello, era solo posta per me. Era l’avviso della DHL. Recarsi nell’ufficio postale più vicino a prendere il pacco, qui fanno così. Mi reco, mi ci reco, ma prima di varcare la soglia delle poste mi passa affianco una prostituta, la guardo, molto bassa di statura, viso da bambina, pantajazz ultra elasticizzati di un bianco trasparente, perizoma minimale in stile Borat, totalmente depilata in dove potevano esserci dei peli. Sculettava come se lo avesse fatto per l’ultima volta. Non so se a causa della visione, ma controllai meglio il cartellino della DHL. Dovevo recarmi alla centrale ritiro pacchi. Bestemmiai, mi guardai intorno, nessuno aveva capito la mia bestemmia.Poca soddisfazione. Controllai la nuova location col telefonino. Era a due passi. Mi girai a guardare la prostituta e vidi le sue chiappette girare l’angolo.

(continua)

(riprende)

Presi la metropolitana tra caldi vapori e odori misti tra l’infernale e il paradisiaco, giunsi di fronte allo spaccio della DHL ed entrai, presi da parte uno spacciatore di pacchetti e col gergo tipico della strada gli chiesi dove porco mondo potevo ritirare il mio dannato pacchetto. Bestemmiai. Non mi capì. Delusione. Mi indirizzò al cospetto di una diavoleria elettronica che avrebbe fatto la felicità di un novello illuminista quale io non sono. Tra codici a barre e rumori che evocavano pornografia cyberpunk, riuscii a recuperare il mio dannatissimo pacchetto. Non bestemmiai. Non cambiò nulla.

 

Non fate del male al vostro prossimo, usate la testa

Troppa violenza c’è nel mondo, le persone litigano, gridano, si picchiano, si uccidono e lo fanno senza controllo, in maniera lunga, estenuante, senza il senso della misura. Bisogna usare la testa, evitare le zuffe, basta usare la testa e fermarsi quell’istante che basta a evocare l’automatismo.

Quindi davanti alle provocazioni, fermatevi. Muovete di fronte a voi il piede sinistro (destro se siete mancini), lasciatevi come cadere col busto rigido insieme alla testa e date quella spinta che amplifichi l’ inerzia della vostra testa, poi alla fine dategli energia a quella testa, andate a fondo ma non troppo. Usate la testa, nel 90% dei casi si neutralizza il problema.

Biscottini alla soda caustica

Ci sono persone dolci come la soda caustica, persone che si legano al dito memorie e trascorsi e li recuperano con piglio arrogante, senza rendersi conto di essere ancorati ad un passato che risulta, perché è giusto che sia così, ridicolo. Di conseguenza questa persone non si rendono conto di essere ridicole e di divertire i soggetti o gli oggetti contro cui si scagliano con quel piglio da kamikaze, diventando ciechi come i cavalli turistici, quelli coi paraocchi e che defecano in sacchetti di plastica appositamente collocati sotto i loro orifizi. Mi riferisco a cosa vecchie, nulla di recente, cose molto vecchie.

Parlando di cose serie, ieri sono riuscito a perdermi dentro una stazione della metropolitana. Una stazione piccola, la si abbraccerebbe tutta con lo sguardo se non fosse divisa in due livelli. Ni sono innervosito, stavo andando a un parti, un parti davvero bello. Ad invito, io sono stato invitato da un persona. Non era Batman quindi fermate pure la curiosità. Nella festa era tutto gratuito, cibo , drink, musica. Tutto.

A REAL HERO

Il bellissimo pezzo dei College Feat Electric Youth che da il titolo a questo post è stato portato alla ribalta dal meraviglioso film DRIVE, di Nicholas Winding Refn, vincitore all’ultima edizione del Festival di Cannes della palma per la miglior regia. La canzone è dedicata al comandante Sullenberger, che nel 2009 a seguito di un guasto (probabilmente provocato dalla collisione con uno stormo di volatili) ha fatto amarrare il suo A320 e i suoi 150 passeggeri sul fiume Hudson, che attraversa la città di New York. Il pilota è considerato da quel giorno un eroe a tutti gli effetti.