pc

Ho il pc nuovo, per questo l’assenza. Speriamo non gli cada un fulmine sopra. Intanto sono aperte le scommesse clandestine su quanti danni farà l’uragano a New Orleans. così dicono.

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DopPo una corsa in bici MORITURIS

Armstrong, ciclista pluripremiato, alla gogna, anzi, alla ghigliottina. Curioso come nel T9 del mio telefono vi sia inclusa una terminologia da brutalizzazione medioevale. Tornando all’omonimo del molto più dignitoso musicista di colore, questo individuo in tutina attillata di cattivo gusto è stato squalificato a vita da quello che personalmente ritengo lo sport più noioso del mondo. Sembra evidente che per aspirare a vincere qualcosa nel ciclismo, sia necessario ricorrere al meraviglioso mondo della farmaceutica. Quindi propongo: legalizzare il doping. Si avrà così una gara su più livelli, un po’ come la case automobilistiche nella formula 1.

A Berlino proiettano MORITURIS, se siete a Berlino non perdetelo:

http://www.fantasyfilmfest.com/filme/Morituris.html

Il temporale e la triste morte di Bao Bao

Lo spettacolo della distruzione di massa. Ieri sera ero nel letto che dormivo, quando dal cielo è iniziata a cadere contro il globo terraqueo, nella zona da Berlino fino a non so dove, una vera e propria pioggia di fulmini, tutt`altro che silenziosi e totalmente irrispettosi. Mi sono svegliato con gocce di pioggia che mi accarezzavano il volto impunemente. Mi svegliai. Bestemmiai. Lo ricordo come lontano, per quello utilizzo il passato remoto. Furono momenti di folgore, momenti di paura da pre-fulminamento. Temei seriamente di fare la fine di un albero in mezzo ad una radura, inerte e impotente nel movimento, ad aspettare di essere colpito a morte da un raggio di fuoco. Credo che i fulmini siano proprio di cattivo gusto, la pioggia in faccia persino peggio, soprattutto quando non avvisa prima.

 

E’ morto Bao Bao alla veneranda età (per un panda) di 34 anni. Viveva da sempre nello Zoo di Berlino, fortunatamente ero riuscito a vederlo per l’ultima volta nemmeno una settimana fa. R.I.P.

Lo zoo di Berlino ha espresso in un comunicato la sua “tristezza” per la morte di Bao Bao che “rimarrà per sempre indimenticabile“.

 

La pantera rosa

Il main theme della pantera rosa è perfetto per molte cose, in primis per telefonare alle persone la mattina presto in accezione festiva, e svegliarle senza pietà. Poi sentirsi in colpa e rimuginare sulla propria incapacità di dormire una volta svegli, una sorta di insonnia, senso di colpa dei dormienti, chiamatelo un po’ come demonio volete. Non ho mai sonno, sono senza sonno, o forse si sta accumulando in un punto occulto dei miei pensieri per manifestarsi come nevrosi. Non lo so e non me ne importa poi molto, giusto quel tanto per riportarlo qui.

I Miss You

Agosto a Berlino. Tragicamente il mio kebabbaro di fiducia è ancora chiuso, sto cominciando a preoccuparmi. Ci penso, quasi di continuo, alle possibilità…Tento di analizzare indizi, di osservare tutto ciò che c`è attorno a quell`attività chiusa ormai dai primi di agosto. Tento di leggere gli sguardi delle persone, per vedere eventuali sensi di colpa, l`occultare segreti. Prima di rivolgermi ad una medium vorrei agire per vie normali, non esoteriche. Non credo mi rivolgerò alla polizia, forse a un detective, quello si, ma dipende. Mi piacerebbe portare a termine l`indagine da solo, a onor del vero mi piacerebbe svegliarmi una mattina e vederlo lì, intrappolato nella sua attività a sudare  e perdere forfora sopra i panini. I miss you, cuoco dai tatuaggi mai finiti.

 

 

Scese dalla soglia di uno di quegli usci con un AK47…

… e tutti dissero, porco mondo! Dove abito a Berlino, in un appartamento, vi sono anche altri appartamenti, non essendo il mio un appartamento sospeso nell’aria. Visto che non vivo in una bolla di sospensione della realtà mi aspetto sempre cose e accadimenti. Voglio raccontarvene uno. Di accadimento dico.

Abito al secondo piano di un palazzo. Al primo piano vi è una donna che non ho mai visto, so solo che suona il piano. Di tanto in tanto lei suona e quando io mi trovo in bagno ascolto la sua musica che si infila nelle intercapedini delle pareti tramite il condotto dove passano i cattivi odori, alimentati da ventole elettriche di dubbio gusto. Ascolto le note, non sono un musicista ma non ci vuole un musicista per capire che è una principiante, una principiante agli inizi. Per Elisa, o come diavolo si chiami, è una composizione quasi più famosa di “fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, nonostante sia un pelino di più alto livello. Dicono che Gianni Morandi mangi la cacca, è chiaramente una cavolata, gli esseri umani si divertono a fare del male è questa la verità, godono nel denigrare e nel leggere le disgrazie altrui. Un tramezzino alla cacca. Questa signora che suona il piano prima o poi scenderà in strada, si guarderà in torno e guarderà i trans che frequentano il bar sotto casa, i clienti sballati, l’odore di alcool misto a sigaretta stantia, si chiederà che diavolo ci faccia lei lì. Tornerà su, nel suo appartamento, e col fiatone nonostante abbia salito solo un paio di rampe di scale, afferrerà il suo AK 47, o meglio, non il suo, quello dell’ex marito che è in carcere. E succederà quello che c’è scritto nel titolo e poi non si sa.

Non posso dormire

Il cambio di clima, di aria, di percezione. Dormo male, appena mi sveglio non dormo più. 5 Ore al massimo, troppo poco, a me piace dormirne almeno 8 o 9, dipende dalla stagione. Mi sveglio e di solito mi riaddormento con piacere, con soddisfazione, seguendo l’istinto più vicino alla morte di cui ci hanno dotato. Fortunatamente le temperature in questi giorni sono accettabili, non nel senso che le potete spaccare come la legna, ma nel senso che non si suda poi molto, troppo, si può respirare dimenticando il nervosismo evocato dal caldo. Forse sono un fantasma di quelli ghiacciati, come il personaggio del Galaxy Express, il cartone col bambino dalla testa a forma di arachide. La puntata in cui vi era la fanciulla dal cuore di ghiaccio che non poteva degustare la zuppa. Solo preparandola con del vero amore lei avrebbe potuto assaggiarla senza che questa si gelasse. Testa di arachide ci lavora, fa la zuppa perfetta, lei la assapora, ma il cuore di ghiaccio le si scioglie e lei muore, come liberata da una maledizione.

Succederà nel quotidiano locale

Le macchina corrono e chi le guida spesso si trova a percorrere rettilinei, lunghi, spesso monotoni. Molti credono di vedere oltre, invece vedono solo oltre alla macchina che hanno di fronte. Guardano attraverso il vetro, oltre la testa del conducente. Vedono le altre macchine in arrivo, poi seguono l’istinto che si occupa di valutare le macchine in senso contrario, la distanza, le possibilità.  Si lanciano all’esterno come se dovessero spingere fuori strada una macchina invisibile, probabilmente guidata dal fratello siamese che hanno assorbito nella placenta, brindando con puro elisir di egoismo biologico. Accelerano mentre sono nel mezzo nella corsia opposta, quella del senso contrario, lottano contro la corrente e sfrecciano per poi piazzarsi davanti all’auto appena superata. Si sentono meno impotenti, quasi si eccitano, meglio se hanno rischiato.

Ogni tanto sbagliano e si schiantano, schizzando inchiostro sulla cronaca nera dei giornali locali, notizie assorbite dalla gente annoiata, dai cacciatori di notizie di morte e necrologi a buon mercato. Chi lascia chi, chi lascia che cosa. Perché, era così giovane, era ancora vergine, aveva un bellissimo chihuaha  che lo aspettava a casa  e ora nessuno lo nutrirà, aveva finito gli studi, faceva sport, aveva una ragazza e l’avrebbe sposata a breve, ecco non è giusto. La morte non è mai giusta e fa notizia.

WO IST…

La gente nel 2012 manda ancora i FAX, vi sono telefoni modernissimi con cui si possono rintracciare i bagni pubblici servendosi del gps e la gente ancora utilizza i FAX. Vi sono le mail certificate e la gente utilizza ancora i FAX. La FAXE è una birra venduta in lattina da litro. Bruciate il vostro fax e bevetevi una faxe alla sua salute, osservando le fiamme che sventolano dalla pira verso il cielo. Parlando di cose più intelligenti, credo che il mio kebabbaro di fiducia, il buon vecchio chiosco gestito da un signore di mezza età coi capelli bianchi, provvisti di talmente tanta forfora che sembra una di quelle sfere in cristallo che capovolgendole creano l`effetto nevicata su monumento. Il signore del kebab non è un monumento, non ancora per lo meno. Non c`è più ed è agosto. Chissà cosa gli è successo. Ho passato al vaglio varie possibilità: la morte violenta, la morte pacifica, una missione sulla luna o lungo l`anello di saturno, la trasformazione in un muflone violento, un coinvolgimento nel caso di Anna Franzoni come testimone a sorpresa, la trasmigrazione, la fotosintesi clorofilliana umana, il rapimento da parte degli alieni, l`hanno giustiziato quelli del cartello del kebab.

Fotografie di BRASSAÏ