Aeroplanità, tattiche per vincere l’aereofobia

 

Mi sono alzato, ho fatto la doccia, colazione con caffè nero senza zucchero, due fette di torta, una al cioccolato e una allo yogurt. Mi reco in aeroporto. Supero i controlli. Mi dirigo verso il fast food. Ordino doppio hamburger, patate fritte e coca grande.
Entro nel tunnel della digestione. Mi dirigo a un negozio di liquori e generi alimentari. Non pago compro due tramezzini confezionati al tacchino, peperoni e uova sode, ovviamente il tutto annegato nella maionese. Con un amalgama di cibo mi sono presentato sull’aereo in stato confusionale e ho ordinato un caffè.


TRIANGOLAZIONE DEL KEBAB da Berlino a Trieste

Lui suda mentre lo aspetti, suda grasso dalle sue carni chiare affettate e impilate come per un sacrificio. È pollo, carne chiara impalata e gonfia di velleità chimiche. Probabilmente un pollo già nato impalato, mai piccolo, direttamente pollo. Pollo già impalato, un VLAD-CHICKEN, un pollo coi geni dei VURDALAK.

I cavi della corrente esposti come nella metamorfosi elettro-ferrosa in TETSUO aka IRONMAN, cavi scoperti, energia scoppiettante. Poco lontano il bolier per scaldare l’acqua elettricamente, alimentato da una qualche centrale nucleare intenta a partorire mostri. L’acqua si scalda e sotto, sotto la strada, immagino un serbatoio di acqua ribollente e pieno di cadaveri a bollire, come la porcina di Trieste, in attesa di essere affettata e posizionata su del pane con grattugiate di impavido cren.

“Fateli bollire fino a che li si aprano le carni!”

No, non è nessuno stregone, nessun dittatore, nessun cecchino ai suoi ordini che aspetta fumando una coppia che tenti di attraversare un viale a Sarajevo, e poi un respiro profondo, l’immobilità e il grilletto così leggero che fa esplodere organi e schizzare sangue.

Prepara il panino con le dita nere, sulle braccia tatuaggi iniziati e rimandati ormai per sempre, tatuaggi annoiati forse. Un po’ di forfora a condirli, anche sulla maglia, forse nel panino. Le dita nere entrano nel panino per guarnirlo meglio, come le dita di un maniaco che vanno a violare l’inviolabile e che sarà gettato in pasto ai giornalisti una volta morto.

Non resta che mangiare e sentire il sapore di ogni cosa.

Volo e insostenibilità di esso

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L`aereo mi fa paura. Lo sanno tutti quelli che mi conoscono, sono io che stento ad accettarlo, ma ogni volta mi si presenta un subdolo stato di ansia pre-volo. E mi guarda con fare interrogativo. E`da molto tempo che patisco questa pena. Iniziò tutto in un bar di Millville, penombra, poca gente, una birra davanti, un whiski a lato, due fratelli nel mio stesso tavolo. Credo fossero fratelli, erano quasi uguali, non un assioma ma un indizio.

-Buongiorno straniero- mi disse uno dei due.

-Buongiorno gemello- gli risposi.

-Cosa intende per gemello signore?-

Lo guardai a lungo, -credo di riferirmi al suo compare, simile a lei, di lato a lei, lo ha veduto?-

-Il sarcasmo non le si addice straniero-

Pensai si fossero arrabbiati, per lo meno uno, quello che parlava. L`altro sembrava una bambola gonfiabile. Mi eccitai.

-Suo fratello o che diavolo sia, è forse vivo?-

L`imbalsamato si destò di colpo. –Certo che sono vivo, riflettevo.-

-Che vita di merda eh?-

-A chi si riferisce- dissero i fratelli all`unisono.

-E ‘proprio necessaria una risposta?-  Domandai loro.

Si arrabbiarono, quello prima immobile come una bambola gonfiabile era visibilmente nervoso, tic iniziarono ad esplodergli lungo i connotati come se fosse stato intrappolato dalla sindrome di Tourette.

Uscirono sbuffando, non li salutai nemmeno. Sentii un rombo di un motore scarburato. Erano volati via. Erano i fratelli Wright.

DISAGI URBANI AFGANI

Oggi c’era un vecchino vecchietto, di quelli carini per quello uso un vezzeggiativo, e aveva i pantaloni eleganti troppo grandi, la giacca elegante troppo grande, e il tutto era impolverato come fosse stato prelevato da un teca di un qualche museo sulla DDR . Il vecchio aveva un bastone, un perfetto bastone, non troppo lungo per essere un ramo né troppo corto per essere un randello. Con quello, opportunamente infilato nei cestini, cercava a tastoni qualcosa di vitreo o di latta, nella speranza di trovare bottiglie o lattine per poter compiere lo scambio del vuoto in cambio di una moneta. Era un po’ scuro di pelle, sembrava mediorientale, magari era afgano. Forse da giovane ha combattuto la guerra del suo paese contro la Russia, quella che per vincerla ai talebani venivano fornite armi dagli americani. Forse quando non era vecchio aveva imbracciato qualche RPG e magari aveva fatto fuoco contro i carri russi, col suo cavallo impolverato lì vicino che lo aspettava e nemmeno si spaventava al sibilo infuocato dell’RPG. Forse.

I Popcorn del KaDeWe e l’ENERGIA PERPETUA con fuffe e perpetue

La preparazione alla partita di giovedì, psicologica e non, si respira ad ogni angolo di strada, qui nella Capitale tedesca. Vedrò anche io la partita e lo farò armato di Popcorn. Andrò a comprarli al KaDeWe, centro commerciale sito a Wittenberg Platz, il secondo più grande d`Europa. Lì si trovano prodotti di importazione di vario genere, tra cui i popcorn americani, quelli al formaggio, ricoperti di un leggero-pesantissimo strato di temibile cheddar. L`ultima volta che ci sono andato, a comprare i pop corn, la commessa mi ha detto che sarebbe stato un`impresa mangiarli, proprio perchè pesantissimi. Non sono poi così pesanti, quindi questa volta la sfiderò a vendermi qualcosa di più pesante, non so, dei popcorn panati nel burro fuso, oppure dei popcorn al grasso saturo, insomma qualcosa che provochi viaggi onirici.

Ora veniamo alla parte sull’energia a cui fa riferimento il titolo. Energia perpetua, dicesi come scritto, si ottiene prendendo una perpetua e lanciandola nel caminetto, col fuoco provocato dalla perpetua (per chi non lo sapesse è la donna che assiste il prete) si riscalda dell’acqua fino all’ebollizione e poi col vapore opportunamente compresso si ottiene energia. Altra energia perpetua è quella delle fuffe. Le fuffe sono quei pallini di lanugine che si formano all’interno dell’ombelico. I migliori si ottengono se si fa la doccia tutti i giorni. Loro si formano in poche ore ed essendo puliti sono vaporosi, soffici, e molto infiammabili. Raccogliendo le fuffe si ottiene un combustibile a consumo quasi nullo.

ANGOLI

Angolo del meteo: 14° pioggia nonostante sia estate.

Angolo dell’umore: secrezioni nasali in arrivo con forte soffiate

Angolo della risposta: l’occhio per occhio è più terribile del dente per dente

Angolo culinario: nessuno pensa ai bambini

Angolo della pietà: nessuna pietanza da mangiare

Angolo del brutto tempo: romanticismo

Angolo del cibi precotto: vomito nello stomaco

Angolo del pianto: ebrei

Angolo del bondage: Carlà chiamava la sua fidanzata Anna Frank

Angolo della cultura: esiste il kamasutra dello SCAT

Angolo dell’umorismo crudele: Gianni MOrandi ha prodotto un videoclip negli anni ’90, I’m a Scatman

Angolo della disciplina: le fruste non le conoscono solo i cavalli

Angolo della non disciplina: il film Ted è un’idea rubata al creatore di Mr. WIggles

Angolo della domanda: che diavolo vai cercando

RISSA aka BATTAGLIA CAMPALE SOTTO CASA

All’angolo tra Potsdamer Strasse e Lützowstrasse, praticamente sotto casa mia, vi sono un kebabbaro e dall’altra parte della strada una discoteca afro. La discoteca si chiama Surprise Club (per entrare perquisiscono minuziosamente le persone e il buttafuori è un freak essendo probabilmente alto 2,20 m. Ieri tornando a casa verso le due e mezza vedo che c’è più gente del solito in strada, man mano che mi avvicino arrivando dalla U-Bahn di Kurfüstenstrasse , inizio a vedere che le persone sono schierate in due sezioni, da una parte, di fronte la discoteca, sono neri, dall’altra, di fronte al kebabbaro, sono turchi. Urlano, si minacciano, i neri in Inglese perché sono americani. Ad un tratto vedo un nero che scappa in mezzo a Potsdamer Strasse, che è una strada grande  e molto trafficata, scappa terrorizzato come un povero sfigato, si lancia su un taxi e inizia a battere il parabrezza urlando “call the police!!” I turchi intanto si muovono, parlano tra loro in turco, ne arrivano altri, si sta montando una battaglia campale, iniziano a spaccarsi al suolo bottiglie, alcuni chiudono il bar e rimangono con il ferro per tirare giù le serrande in mano. La gente esce dai bar e porta via le biciclette. L’atmosfera è tesa, poi esplodono le sirene e arrivano gli sbirri. Quindi me ne torno a casa. Da casa si sentono altre sirene, polizia e ambulanze.

Non fa male, non fa male! Pensieri parole omicidi

 

Lo diceva il ragazzino davanti a otto soldati prima di essere stuprato. Loro dissero che non c’era nulla di personale, trattavasi di pulizia etnica e poi aggiunsero, che alla fine gli avrebbero sparato in faccia. Lo sparo in faccia non avrebbe fatto male.

Ieri la Grecia ha perso contro la Germania, Berlino è esplosa per quattro volte. Era una partita facile, deve ancora capitare una partita tosta.

In questo ultimo mese ho mangiato moltissima pizza, più di quando ero in Italia. Pizza, pizza, pizza e pizza. Ora basta pizza per un po’.

Angolo dell’utilità: se doveste cercare lacci per le scarpe per un qualsiasi motivo: legarli insieme per evadere dalla galera, strangolare il padrone del ristorante cinese sotto casa, andare a pescare lunga la Sprea, oppure per infilarli nei passanti delle scarpe, vecchi sporcaccioni, andate da Rossmann. Cos’è Rossmann? Una catena di negozi che vendono un po’ di tutto e di una certa qualità. Non è quindi un tutto a un euro.

Allacciarsi le scarpe è una pratica antica e forse ciò che ci collega direttamente agli albori della vera evoluzione umana. Allacciarsi le scarpe è un rito, allinea la propria personalità con quella del primo ristorante cinese vicino casa vostra.

Per chi fosse interessato oggi a Berlino c’è la gay parade, pare una manifestazione piuttosto importante.

Pare abbiano ripristinato la LOVE PARADE, ma si chiamerà B-PARADE. Rimando ai prossimi post per aggiornamenti più specifici. La mia mente è troppo occupata dalla cronaca nera più becera.

 

L’appartamento nudo e la ricerca del laccio

Tra i vari annunci per la ricerca di stanze che la gente che cerca le stanze sfoglia telematicamente, ve n’è uno che è giunto alla mia attenzione. Lo hanno postato su FB, una sigla che ormai tutti conoscono: Fogli e Buste.

Questo annuncio presenta una stanza a 300 euro al mese tutto compreso nel centro di Berlino. In un bell’appartamento. L’appartamento, la coincidenza vuole, è a 40 metri non di più da quello in cui vivo io. Ci passo davanti spesso quando vado a correre, essendo molto vicino al Tiergarten. L’offerta parla di un grande appartamento in cui vive una coppia di sessantenni e una coinquilina di 26 anni. Sei il benvenuto, ti esortano a mandare delle foto, ma devi essere nudo. Loro sono nudisti convinti e tu se accetti, devi esserlo anche tu e stare sempre nudo per casa.

Attualmente a Berlino trovare una stanza è difficile quando trovare una tartaruga veloce.

Sono sicuro che della gente si priverà delle vesti pur di avere un tetto sopra la testa. Si può immaginare di tutto, ma soprattuto io immagino questo: Porti una ragazza, un ragazzo, un parente, un amico, un serial killer, un cuoco cinese… Lui conoscendo l’usanza tedesca ti dice “mi levo le scarpe”, te lo dice con sguardo fiducioso all’entrata, a te tocca guardarlo e dire: “eh no… devi togliere tutto”. Se è una ragazza conosciuta in un locale al massimo pensa che vai un po’ di fretta, lì così sull’uscio. Se invece è, non so, una tua compagna del corso di tedesco, probabilmente scappa, o forse ride e poi sgrana gli occhi quando tu ti spogli.

Il mondo dei nudisti è affascinante. Probabilmente fanno sesso vestiti. che ne so.

Ah dimenticavo, i lacci,

Niente di che, dopo due giorni ho trovato i lacci in un negozio. Interessante ahn?

IL 21 GIUGNO SEGNA L’INIZIO DELL’ESTATE

Anche il primo punto di sutura segna l’inizio di un taglio, o di quello che era un taglio. A Berlino il primo giorno d’estate, odierno e presente, è una truffa. In questo momento (16:41) vi sono 15°. Non fa caldo. Fa freddo, in più la pioggia va e viene. Era tanto che non pioveva per più di 20 minuti. Ieri è piovuto tutto il giorno.

Qualcuno ha truffato qualcuno. L’estate qui non è arrivata. Era arrivata prima, lunedì perfino a 31 gradi. Ora no, si è nascosta.