PRENZLAUER BERG, il bambinodromo

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Prenzlauer Berg, quartiere nel settore nord est di Berlino, è il quartiere con la maggior natalità di tutta Europa e il luogo in cui vivono più bambini.
Quando mi trovo in quelle zone immagino sempre di vedere negozi gestiti da bambini, poliziotti bambini, spazzini bambini, uomini bambini. Una zona franca al di fuori del mondo degli adulti, dove tutti gli abitanti hanno ancora il dono della fantasia e della creatività, che non si è persa tra le pulsioni dei bisogni effimeri, mascherati da bisogni primari.
Gli asili a Prenzlauer Berg sono molto grandi, contenitori ad hoc, i bimbi corrono per le strade. Chissà se ci sono le gang.

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IL BUCO

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Il buco sotto casa, ne accennavo anche nel post precedente.
Il buco sotto casa.
Stanno rompendo vecchi tubi in cemento pezzo per pezzo. Le metropoli a volte nascondono cose, trascorsi, passato. Tutto sepolto e sopito per anni, ma poi qualcuno arriva a stuzzicare e…
Accade.
Una pietra di meno, una spostata, correnti d’aria sotterranee, rumori che rimbalzano contro umide pareti e tubature fatiscenti. Il buio se ne va e lascia spazio alla luce, pur penombra ma comunque liberatrici.
Da quel buco uscirà un esercito di nani, irromperanno per le strade impazziti, col sapore del sangue tra i denti, nutritosi per anni di ratti gonfi e rifiuti umani.
Correranno per le strade assetati di sangue. Salvatevi, salvatevi dai nani!

LE DUE RUOTE

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Le biciclette inondano i mezzi di trasporto su rotaie. Appena il sole espone tiepidi raggi di una primavera a singhiozzo, ecco che i tedeschi si riversano nelle strade con le loro due ruote. Merito di strade ad hoc ed educazione civica ad alti livelli, andare in bici non è un rischio come in Italia, o una roulette russa come a Roma.
Le bici sono piuttosto costose qui, nel senso che la gamma di biciclette più vendute sono di un livello piuttosto alto, buoni materiali, buona struttura, solide e che durano. E´ un po` come le automobili tedesche, efficienti e solide ma non particolarmente economiche.
Si trovano biciclette di tutti i tipi e per tutti i gusti, ma i più acquistano city-bike dall`aspetto solido e massiccio ma costruite con materiali leggeri. Molti utilizzano il caschetto e caricano i bambini nei seggiolini. Dietro la bici si può attaccare con un gancio, tipo roulotte, un “carretto” per infilarci dentro il bimbo, costa 700 euro circa. La marca che lo produce ne ha quasi il monopolio. A dire il vero non ce ne sono molto qui di quei carretti, ve ne erano molti di più a Göttingen, dove ho vissuto tre mesi un anno fa.

L`ORGOGLIO DEL VOMITO

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Si diffonde infine nel fine settimana nelle strade del mondo.
Alla pizzeria, paninoteca, bottiglieria, kebabbaro, covo di tagliagole, ospedale per ferite da arma da fuoco, sito sotto casa mia, hanno aperto una voragine davanti, con tutte le tubature della città in bella vista. Le vene.
Lo ha fatto un uomo solo alle 7:30 circa del mattino. Con le mani, rivestite da soli guanti. Ha alzato le piastrelle del marciapiede, piastrelloni, e uno a uno ha scoperchiato il marciapiede e poi ha scavato a picconate. Un mostro umano.
Bisogna stare attenti perchè quel buco porta all`inferno.
La cosa più divertente è stato quando il turco ha messo un tappettino verde per posare le sedie per la stagione estiva (già dai 4 gradi sopra lo zero), e una ragazza ci ha vomitato sopra poco tempo dopo. L’hanno vista perchè il kebabbaro ecc.. ecc.. è aperto 24 ore su 24.

QUALITITAZIONE

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Il controllo di qualità e la trasparenza sono parole cariche di solidità qui in Germania, la gente ama che ciò di cui usufruisce e ciò per cui spende soldi, sia perfetto.
Non crediate che non si trovino porcherie in commercio, anzi.
Oltre ai supermerati biologici, simbolo dell`alimentazione sana e di qualità (i prodotti sono davvero buoni) vi sono i supermercati normali e poi i discount e poi quelli che io chiamo gli abominevoli.

I discount sono i classici discount, da evitare ALDI e il NETTO quello finto, ossia quello col marchio del cane, occhio perchè l`altro Netto, quello oroginale, ha anche la linea biologica BIO BIO.
Aldi è mostruoso, mi piace definirlo il supermercato radioattivo. Non ci sono mai entrato e non ho intenzione di farlo.

Ma passiamo alla parte interessante, gli ABOMINI.
Cosa sono? Sono “negozi tutto a un euro”, che vendono un po`di tutto e un euro. Vendono anche cibo, in particolare dolciumi di marche inquietanti, carichi di coloranti e probabilmente scorie radioattive. Vendono anche vino, vino italiano a leggere dalle etichette. Sono bottigliette da mezzo litro, inquetanti come anatemi volanti pronti a colpire.
Non ho mai mangiato quelle cose ma c`è sicuramente chi lo ha fatto, addirittura dei bambini!
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È NATO UN NUOVO SUPEREROE, A NEW SUPERHERO IS BORN!

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Si, il nuovo supererore è marrone, duro, energico!
SUPERSHIT, SUPERMERDA, l’eroe che non ha paura di sporcarsi le mani e nemmeno il resto, l’eroe che è abituato ad essere sempre nella merda fino al collo, ma non ha problemi a riemergere.
L’eroe che scivola per la bianca porcellana come una pattinatrice di abilità fiabesche.
L’eroe che non teme odori!
SUPERSHIT, tutti lo amano, nessuno può farne a meno, dopo che è passato SUPERSHIT ci si rilassa e si tira un sospiro di sollievo.

Imbiss cinese, il severo!

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Vicino casa mia, come vicino tutte le case di Berlino, c’è un take-away/ristorante cinese. Si sviluppa in lunghezza, un po’ di tavoli e tre scalini con un bancone che divide la sala dalla cucina. Il cuoco ascolta continuamente opera, dando al tutto un tocco naif. Il padrone ha i baffi ed è meticoloso. Si comporta come dovesse gestire una sala all’Hilton.
Se non finisci ciò che hai ordinato ti chiede severamente il perché.
Ieri sera ho mangiato li e mentre mangiavo uno scarafaggio bebè ha attraversato la sala. Vi si è fermato nel mezzo, e dopo essersi alzato sulle zampe posteriori come un cagnolino, mi ha salutato. Forse più che saltuarmi mi ha fatto il dito… non so… ma hanno le dita gli scarafaggi?

CHIUSURA URBANA (pillole di costruzione)

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Il tocco metropolitano, soprattutto nei centri dove ruota l’economia con una forza centrifuga tale da creare povertà, lanciando i suoi risultati incandescenti su terreni sempre più infiammabili, lì, si può provare agorafobia o claustrofobia. Entrambe in maniera affascinante. Il dolore che si tramuta in piecere, non sensoriale,solo a livello di idea o turbamento di essa.
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IL BEL TEMPO SI E`DIMESSO

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Anche qui, dopo un tira e molla, il tempo ha deciso di volgersi al bello.
Il sole splende, il sole scalda, l`atmosfera è quella piacevole della primavera.
Proprio per questo vorrei parlarvi di quello che ho visto ieri alla fermata del tram.
Giusto di fronte alla panchina coperta dalla pensilina, vi era una chiazza di un marroncino color morte, che spiccava come un basso rilievo sul selciato del marciapiede.
Era vomito, vi erano le carote oltre alla massa marrone, carotine spezzettate coi denti. Sembrava il rimasuglio del vomito di un cane, ma non era di cane, era diu umano.
Vomito denso di quello assaporato nel mentre, acido al punto giusto e caldo di quel caldo che speso ci stupiamo di avere oche sentiamo toccando gli altri.
Anche noi siamo caldi, indifferentemente dai sentimenti, anche noi abbiamo il vomito caldo.
Come pratica della primavera scoprima un po`di più del nostro corpo e chiediamo a un amico, a un`amica, a qualcuno insomma, facciamoci vomitare addosso.

Il filo del rasoio, festa di sangue di fronte allo specchio

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Ricordo anni fa. Ero in bagno e dovevo tagliarmi la barba, a pelle, con la lametta.
Aprii il cassetto dove avrebbe dovuto essere e non lo trovai. Il mio rasoio non c’era, doppia lama, nuovo, pronto PER l’uso. Non c’era.
Guardai nel cassetto sotto. C’era un rasoio rosa, col manico largo. Era da donna. Era di mia madre. Misi la schiuma sul viso e cominciai a radermi energicamente. Mi guardai allo specchio finita l’opera, e prima ancora di formulare un giudizio iniziai a sanguinare da molte parti del viso.
Quel giorno capii perché i rasoio per il corpo da donna non erano uguali a quelli da uomo.