Scese dalla soglia di uno di quegli usci con un AK47…

… e tutti dissero, porco mondo! Dove abito a Berlino, in un appartamento, vi sono anche altri appartamenti, non essendo il mio un appartamento sospeso nell’aria. Visto che non vivo in una bolla di sospensione della realtà mi aspetto sempre cose e accadimenti. Voglio raccontarvene uno. Di accadimento dico.

Abito al secondo piano di un palazzo. Al primo piano vi è una donna che non ho mai visto, so solo che suona il piano. Di tanto in tanto lei suona e quando io mi trovo in bagno ascolto la sua musica che si infila nelle intercapedini delle pareti tramite il condotto dove passano i cattivi odori, alimentati da ventole elettriche di dubbio gusto. Ascolto le note, non sono un musicista ma non ci vuole un musicista per capire che è una principiante, una principiante agli inizi. Per Elisa, o come diavolo si chiami, è una composizione quasi più famosa di “fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, nonostante sia un pelino di più alto livello. Dicono che Gianni Morandi mangi la cacca, è chiaramente una cavolata, gli esseri umani si divertono a fare del male è questa la verità, godono nel denigrare e nel leggere le disgrazie altrui. Un tramezzino alla cacca. Questa signora che suona il piano prima o poi scenderà in strada, si guarderà in torno e guarderà i trans che frequentano il bar sotto casa, i clienti sballati, l’odore di alcool misto a sigaretta stantia, si chiederà che diavolo ci faccia lei lì. Tornerà su, nel suo appartamento, e col fiatone nonostante abbia salito solo un paio di rampe di scale, afferrerà il suo AK 47, o meglio, non il suo, quello dell’ex marito che è in carcere. E succederà quello che c’è scritto nel titolo e poi non si sa.